L’alea della causa

“Tutto dipende dal giudice in cui ci si imbatte; l’alea della causa è spesso in questo contrasto: tra il giudice logico ed il giudice sensibile, tra il giudice consequenziario ed il giudice precursore; tra il giudice che per non commettere un’ingiustizia è disposto a ribellarsi alla tirannia della giurisprudenza ed il giudice che per salvare la giurisprudenza è disposto a lasciar triturare negli inesorabili ingranaggi della sua logica un uomo vivo”
P. Calamandrei
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L’atto giudiziario telematico trasmesso in forma non corretta: due orientamenti

Sembrava ormai un principio pacifico quello della “unicità dello standard” fissato dal Ministero della Giustizia (che, prima, con decreto del 21/02/2011, ha introdotto le regole tecniche del processo telematico, e poi le specifiche tecniche contenute nel decreto del 18/07/2011), in tema di composizione degli atti giudiziari del processo civile telematico.

L’unico formato previsto per gli atti giudiziari (atti principali) è, infatti, il PDF, privo di elementi attivi ed ottenuto dalla trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di “copia e incolla”, che non derivi, perciò, dalla scansione di un documento cartaceo.

Principio, di recente, confermato pure dal Tribunale di Roma secondo cui il formato previsto dagli anzidetti regolamenti (che costituirebbero “…integrazione della normativa primaria…”) sarebbe vincolante e idoneo ad imporre una forma determinata nell’ambito del più generale principio codicistico “della libertà delle forme” (art. 121 c.p.c.).

Senonché, alcuni giorni fa, il nuovo Protocollo sul Processo civile telematico del Tribunale di Napoli ha introdotto una particolare previsione destinata ad alimentare prevedibili discussioni sull’argomento.

Ove l’atto non sia corretto, si legge nell’anzidetto Protocollo, il magistrato procedente valuterà (in via residuale) se, compatibilmente con le peculiarità del rito, sia possibile invitare l’utente abilitato esterno a rinnovare l’invio telematico nelle forme previste dalle regole tecniche.

In questo caso sembrerebbe, addirittura, prevalere l’aspetto sostanziale rispetto a quello formale, essendo rimessa alla discrezionalità del Giudice la valutazione sulla salvezza di un atto compiuto e trasmesso senza il rispetto delle forme stabilite.

Capire come andrà a finire non è facile. È comunque certo che anche questi dati contraddittori finiranno per accrescere il disorientamento degli operatori.

La sottoscrizione digitale di un file pdf con Aruba Sign (video)

Un brevissimo video per rappresentare l’operazione di sottoscrizione digitale di un file PDF.

Il file che si otterrà al termine della procedura sarà nomefile.pdf.p7m .

Per procedere alla sottoscrizione è, comunque, necessario disporre di un kit di firma digitale emesso da Aruba Pec, previamente installato, nonché del software “ArubaSign” disponibile in tutte le versioni (Windows, Linus e Mac).