La cedolare secca sugli affitti e le sanzioni per omessa registrazione del contratto

L’art. 3 del D. Lgs. 23/2011 ha introdotto la c.d. “Cedolare secca” sugli affitti degli immobili ad uso abitativo, la quale si sostanzia in un regime alternativo di tassazione dei canoni locativi.

Mentre prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 23/2011 i canoni venivano sommati al reddito imponibile e tassati secondo l’aliquota applicabile, con il nuovo sistema il locatore può optare per una tassazione fissa (attualmente del 21%) sui canoni, sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione.

La disposizione in commento ha introdotto, poi, pesanti sanzioni per l’omessa registrazione del contratto. Nel caso di omessa richiesta di registrazione del contratto:
– si applica l’art. 69 del TUIR che prevede una sanzione amministrativa dal 120 % al 240 % dell’imposta dovuta;
– la durata del contratto è stabilita in quattro anni a decorrere dalla registrazione volontaria o d’ufficio;
– a decorrere dalla registrazione il canone annuo di locazione è fissato nella misura pari al triplo della rendita catastale.

Le medesime disposizioni si applicano anche al caso in cui nel contratto di locazione registrato sia indicato un canone inferiore a quello effettivo oppure sia stato registrato un contratto di comodato fittizio.

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